"UNA CULTURA PER L’HANDICAP"
Si è sentita la voglia di far nascere al centro Noi come Voi, con la cooperazione delle tre componenti: utenti, volontari e specialisti, un bisogno di “CULTURA”, di esperienze che fanno di un uomo, anche se incontra maggiori difficoltà degli altri, un essere intelligente che vive, che porta con sé emozioni, sentimenti ed amore per gli altri, bisognoso di realizzarsi e di dimostrare la sua divers-abilità.
Siamo orgogliosi di essere noi stessi diventati e denominati a livello nazionale Centro di Ricerca e di Sperimentazione nella Metodologia dei Linguaggi Espressivo Comunicativi, con la supervisione della Prof.ssa Stefania Guerra Lisi, libera docente della Terza Università di Roma.
Con questa metodologia è stato possibile instaurare linguaggi comunicativi alternativi che, ispirandosi all’arte, hanno consentito di esprimere quella traccia pulsionale ed archetipica presente in ogni individuo
La raccolta di queste espressività artistiche sono state presentate al pubblico al confronto ed alla critica, nelle manifestazioni sotto elencate.
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MOSTRE D’ARTE REALIZZATE:
"ARTE NEI CRISTALLI"dal 9 al 18 Dicembre 2009 Piazza Martiri della Libertà 13 Galliate Ore 20.00,
"IL COLORE DELL' OMBRA "dal 21 al 27 novembre 2009 al Cortile Cafè – Novara, Inaugurazione Sabato 21 novembre Ore 18.00, Asta di beneficenza Venerdì 27 novembre ore 21.30

"PENSIERI E ARTE" Dal 14 al 26 Ottobre 2008 Presso la chiesa Santa Marta Omegna
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"IDEARTE fantasia e creatività nei ragazzi diversamente abili" Da Venerdi 3 a Venerdì 10 Novembre 2006 presso Arengo del Broletto Novara e Roma 12 Settembre Museo Canonica
Traendo spunto da racconti famosi, si è allestito un laboratorio in cui, oltre ad apprendere i fondamenti basilari dell’arte narrativa, si è creato uno spazio di riflessione. Nei racconti esaminati solo la forza di volontà faceva trovare ai protagonisti ciò che in realtà possedevano da sempre: così, al di là di facili illusioni, i ragazzi hanno riflettuto sulle capacità che ognuno deve mettere in gioco, sulle difficoltà quotidiane che ognuno deve affrontare e su alcuni limiti che bisogna saper accettare. Prende corpo "Il grande viaggio" di Francesco, un ragazzo costretto a vivere su una sedia a rotelle in un momento storico indeterminato. Conscio delle difficoltà che dovrà incontrare intraprende un viaggio rischioso, imparando che solo con l’aiuto dei compagni di viaggio è possibile raggiungere i propri obiettivi. Il risultato è sorprendente perché frutto della fatica e della forza di volontà di ognuno dei ragazzi che per alcuni momenti si è "messo a nudo" per consegnarci, pur nell’apparente semplicità di un racconto, la propria esperienza personale.
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PASSIO ( Castello di Galliate, dal 27 marzo al 7 aprile 2006; Salone S. Marta, Omegna dal 21 al 30 aprile 2006)
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ARTE A QUATTRO MANI (Castello Sforzesco di Novara, giugno 2004; Maschio Angioino di Napoli, novembre 2004; Chiesa delle Grazie di Perugia, aprile 2006 )
La titolazione già ci dice che ogni opera presentata è frutto di artisti affermati e raggruppati nei Club Art Action di Novara che hanno operato su un piano di uguaglianza, autenticando le opere con le loro firme, ma, grazie alla mediazione dell’arte, i disabili sono sempre stati i principali protagonisti, portando la loro esperienza maturata nel tempo. Il Comitato d’onore che ha impreziosito la presentazione delle tre edizioni, ha visto interessarsi dei nostri obiettivi artistici i più importanti esponenti istituzionali.
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INCONTRI E CONFRONTI (Castello di Galliate, giugno 2003)
Questa manifestazione non ha avuto come scopo la Mostra, che si è comunque puntualmente tenuta come la tradizione ha ormai imposto, ma ha soprattutto voluto mettere a confronto le opere prodotte dai nostri disabili con quelle realizzate dall’Atelier d’Arte della Pommeraie (Centro di riabilitazione sito in Belgio), col quale ci si è confrontati sulle metodologie operative.
E’ stata anche l’occasione per organizzare un Convegno di studi dedicato agli operatori del settore, con lo stesso titolo.
ARTISTI FUORI NORMA (Castello di Galliate, maggio 2002; Broletto di Novara, dicembre 2002; Giubbe Rosse, Firenze, novembre 2003; Rist. Giapponese, Firenze, novembre 2003; Maschio Angioino, Napoli, novembre 2004)
Le opere presentate sono state di pregevole livello, hanno goduto di buona critica, riscattando l’emarginazione e riportando alle radici della creatività umana. La critica ha voluto paragonare questa iniziativa alla collezione d’Art Brut di Losanna, voluta dall’artista Dubuffet.
Il critico d’arte Everardo dalla Noce ha sintetizzato le opere pittoriche presentate, scrivendo: “……. Essere liberi dai condizionamenti sociali e culturali, essere capaci di interrogarsi, senza mentirsi, sono i presupposti di ogni arte.
Queste opere, prodotte dai disabili, propongono un interessante osservatorio da cui guardare alla realtà per andare oltre le strade tracciate dalle avanguardie”.
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IL GIOCO(Camera di Commercio di Novara, dicembre 2001; broletto Novara, gennaio 2003;Castello di Galliate, giugno 2003)
Abbiamo continuato la nostra azione di educazione, di apprendimento, attraverso quella formidabile ed insostituibile attività rappresentata dal “Gioco”. Siamo andati a giocare in ludoteche pubbliche, abbiamo visitato collezioni di giocattoli come quelle al Castello Borromeo di Angera ed al Centro esposizioni di omega, come pure all’Arengario di Milano.
Siamo stati ricevuti dalle squadre di calcio della serie A, siamo andati a giocare a golf, a pallavolo, a pallanuoto, a remare, a giocare a ping pong, a carte, a monopoli, ed ancora tanti altri giochi.
Da questo percorso, un po’ fuori dal comune, siamo riusciti a trarne elaborazioni artistiche di grande rilevanza.
UNA PREGHIERA………DIPINTA (Castello di Galliate, giugno 2000; Camera di Commercio di Novara)
Sono state presentate le immagini sacre su legno, prodotti manufatti interamente dagli ospiti del centro. Queste icone sono state lo spunto per chiederci se solo l’immagine sacra conduce alla preghiera, alla meditazione, alla concentrazione. Abbiamo scoperto che altre civiltà, diverse dalla nostra, usano altri mezzi. E’ così che si è arrivati alla concentrazione che un “Mandala” propone. Si è voluto, infine, “vivere” con il corpo le armonie del mondo nell’incontro vicendevole con chi sta vicino, con la consapevolezza di diventare noi stessi legami attraverso i quali far scorrere la nostra amicizia, il nostro desiderio di dare e ricevere, sentire il flusso energetico passare dall’uno all’altro.
Sono stati momenti molto intimi, come una preghiera, e così abbiamo imparato a pregare in modi diversi.
RIVISITAZIONE DELL’OPERA D’ARTE (Castello di Galliate, giugno 1999)
L’arte è stata in un primo tempo: ammirazione, contemplazione con visite guidate a luoghi artistici ed opere d’arte affermate; ma ha lasciato poi il posto ad un inquieta ricerca sia dei fini che dei processi e delle tecniche;…….della propria ragione d’essere nel divenire della storia passata, fino a quella del presente.
La rivisitazione ha dato modo di sollecitare l’azione della memoria su quanto era stato ammirato e poterla trasferire sinestesicamente, facendola propria e passando dalla propria esperienza personale alla rappresentazione artistica finale.
Quando il “conoscere” ed il “visitare” opere d’arte cedono il passo al “RI-CONOSCERE” e “RI-VISITARE”, le immagini lasciano il posto alle proprie emozioni ed ai propri impulsi; che a tutto diritto proclamano quella verità che la ragione nega.
IDENTITA’ MULTIPLE(Castello di Galliate, giugno 1998)
Le opere l’arte presentate sono state prodotte con tecniche affascinanti ed insolite giocate sulle sfumature cromatiche, grafiche, plastiche, facendoci scoprire come l’arte sia lei stessa “differenza” e come “diverso” è chi la produce e coscienza critica del disagio, per arrivare ad essere non solo realizzazione ma soprattutto valorizzazione di sé e della propria IDENTITA’.
La mostra al pubblico di un gran numero di queste opere ha avuto l’apprezzamento della critica e si è potuta realizzare con vari patrocini istituzionali, tra i quali il riconoscimento del Presidente della repubblica.
Nelle opere individuali l’artista ha voluto rappresentare il proprio mondo interno, la propria raffigurazione o identificazione, ma anche e soprattutto l’interscambio e la reciprocità delle identità giocate collettivamente nella loro molteplicità, ( e dalla quale ha preso il nome la mostra stessa).